Animali

I selvatici delle alpi piemontesi ne cito alcuni:

GALLIFORMI: Fagiano di monte o gallo forcello ; Pernice bianca;coturnice delle alpi;Starna;

UNGULATI: Camoscio alpino;Muflone;Stambecco delle alpi;Capriolo;Cervo;Cinghiale.

Alcuni mammiferi erbivori troviamo: Lepre; Coniglio delle nevi;Marmotta.

RAPACI E MAMMIFERI CARNIVORI: Aquila Reale;Gipeto;Corvo, Volpe;Martora;Lupo;Lince molto rara;Poiana.

 

Qui` sotto trovate il mio allevamento del baco da seta

 

ALLEVAMENTO AMATORIALE DEL BACO DA SETA - NELL`ANNO 2010

Ho sempre sentito la nonna che raccontava di questi bachi da seta, allora molto curioso, volevo provare.

Iniziai ad informarmi dove acquisire uova di bachi da seta. Girovagando tramite internet, trovai un'associazione di Racconigi (CN), telefonandoli, un giorno mi recai, per maggiori informazioni.

Nei mesi invernali ad informarmi sul posizionamento del gelso, le varietà nella mia zona, il Piemonte.

Preparai tutta l'attrezzatura necessaria per l'allevamento.

Giunse il giorno, verso la fine di aprile, andai a prendere le uova prenotate a Racconigi (CN), pensavo che fossero, grosse la metà di quelle delle lucertole, invece sono piccollissime, come briciole piccole piccole.

Una volta prese, li misi in un locale a temperatura dai 24° - 26° gradi circa, caldo per la schiusa dei bachi.

Passata una settimana, sono nati i bacolini di colore nero, lunghi massimo 1 cm, per vederli bene bisognava usare una lente di ingrandimento.

Per le prime settimane, li misi in un recipiente di polistirolo, tipo quelli del pesce larghi 50 cm per 80 cm.

Come base carta di giornale, oppure io avevo usato quella dei sacchi dei mangimi. Poi mettevo una rte normale, a quadrattini piccoli, e sopra mettevo foglie di gelso, con i bachi.

Incominciai subito alla raccolta delle foglie del gelso nella mia zona, nella prima età, bisogna tritargliela fine fine.

Una scala appoggiata sul "murè" gelso, per la raccolta delle foglie.

Giorno dopo giorno, incominciano a crescere. Cambiando la muta (pelle), ogni settimana.

Nella seconda fase incominciano a cibarsi piu' di foglie di gelso, sembrano dei piccoli millepiedi, lunghi circa 5 cm neri chiaro.

Nella terza età, fase, si è verificata un'altra muta. Ogni 3-4 giorni, bisognava pulirli; sollevai la rete con i bachi sopra e li misi da parte, pulii il "letame" che si era creato, cambiai la carta.

Li riposai togliendo sempre le foglie secche e marce, perchè portano malattie.

Verso la quarta età i bachi misero di mangiare, incominciarono ad alzarsi, come se dovessero pregare.

Allora e l'ora di inserire il boschetto artificiale (un bastone con tanti rametti, come i raggi del sole), oppure naturale, io usai i resti secchi del cipressino nano ornamentale, seminato l'anno prima.

Vidi che nel giro di mezz'ora salirono al bosco, naturalmente tutti a scalare, visto alcuni mi erano nati un po' tardi.

In due giorni il bozzolo fù creato, la larva si chiuse all'interno.

Un quarto dell'allevamento che creò il bozzolo, lo misi una piccola gabbietta. Gli altri li passai in un forno a 80° circa, per fare uccidere la larva, per poi usare i bozzoli.

QUINTA FASE

Gli altri dopo circa una settimana, uscirono le farfalle, servendosi di un liquido giallastro, che fondò la parte superiore del bozzolo.

Dopo l'uscita, l'accoppiamento maschio e femmina, essa si nota per il corpo ingrossato per via delle uova.

Subito dopo il grandissimo prurito, la femmina depone le uova dove si trova, infatti io sotto come base misi un foglio bianco di carta.

Dopo aver deposto le uova la femmina muore, cadono le ali, il corpo si sgonfia, e diventa lo stessa larva appena nata.

Io per non eseguire il secondo ciclo, cioè da luglio ad agosto, ho messo le uova nel frizeer a basse temperature,fino al prossimo anno.

LAVORAZIONE DEL BOZZOLO

Iniziai a pulire la parte esterna del bozzolo, residui di "bava" tipo ragnatela. Chiesi alla nonna di provare a trovare il "caviun" detto in piemontese, l'inizio del filo della seta. Fù impossibile, servendosi di vare attrezzature create da me.

Certo se trovassi il macchinario di una volta, sarebbe tutto più semplice. Pensai che potevo crearne uno a livello hobistico. Lasciai perdere l'idea. Tanto ormai avevo la mia piccola esperienza dei più 200 bachi allevati da me.

IL GELSO

I gelsi appartengono alla Famiglia delle Moraceae, genere Morus.
Il Gelso bianco Morus alba L. e' una specie originaria dell'Asia centrale e orientale,
albero alto fino 16 metri, e' stato importato in Europa.

Il Gelso nero Morus nigra L. e' molto simile alla specie precedente.
Originaria dell'Asia Minore e Iran, introdotto in Europa. Ha foglie piu' piccole e produce frutti nero-violoacei.

Le bacche raccolte, dopo l'essicazione si possono seminare. Potete provare a mettere le bacche in un contenitore, prendere un cordino. Immergete la mano e strizzare un pò le bacche, le tirate fuori, sempre nella mano, le passate sul cordino. Subito dopo le mettete a essicare, protetti da una rete a maglie strette, per la protezione degli uccelli.

Dopo alcuni giorni, preparate il terreno, eseguite una striscia con una zappa, ponete il cordino con sopra i semi delle bacche essicate, coprite bene. Dopo circa due mesi, nasceranno le prime piante di gelso; (secondo la varietà che avete seminato).

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Sito Web amatoriale 2007-2016

www.passioneagricoltura.it